La verità è un’abitudine all’integrità, non una strategia politica.

Ciò che scrivo sotto ha una valenza sociale e non politica. Penso che oggi il problema della disaffezione alla politica sia facilmente comprensibile nelle frasi che seguono :

“La legge presentata è corretta e crea benessere ai cittadini, ma è fatta dalla nostra opposizione” o “E’ presentata dal partito a cui stiamo facendo opposizione, ma i principi della legge sono corretti” Questo diversifica il politico al servizio del partito da quello al servizio dello Stato e della comunità . Il primo è quello che ogni persona non ama, il secondo riceve la nostra ammirazione.

Probabilmente quando pensiamo ai giganti politici del passato (Pertini, Berlinguer per citarne alcuni) riconosciamo in loro quell’integrità superiore ad interessi di secondo livello. Ma questo non è un blog politico.

Tornando alla cronaca e agli interessi della campagna, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara ha dichiarato che vuole vietare l’uso degli smartphone all’interno delle classi nelle scuole superiori.

Fin da quando ero ragazzo nelle scuole era abitudine protestare per qualunque disposizione del Ministro dell’Istruzione. Era quasi una regola non scritta. Oggi però, cresciuto, amante dei bambini e dei futuri uomini, interessato alla pedagogia e alla trasmissione del sapere come soluzione primaria alla libertà degli uomini (un assioma della campagna è appunto: un bambino che legge è un uomo per metà libero), leggo quello che viene legiferato o detto rimanendo sopra le parti.

Ho letto che tale iniziativa è stata attaccata. Il proposito di trovare qualcosa che non vada a tutti i costi perché la persona è di differente fede politica deve aver preso il sopravvento.

Io però so che qualsiasi persona impegnata nella trasmissione del sapere e che di essa ne fa una professione, sappia che uno smartphone su un banco di un adolescente non è un aiuto didattico 99 volte su cento.

L’elemento smartphone all’interno di una classe è un elemento di disturbo che qualunque insegnante di sani principi può descrivere. Sono sicuro che gli stessi studenti ammetterebbero se interrogati, che senza telefono la loro attenzione è più presente, che il cazzeggio è la prima funzione e che le serate passate senza il device in compagnia degli amici (sta diventando una moda nei paesi del Nord Europa) sono state differenti e piacevoli.

Ogni legge non è perfetta e c’è sempre qualcuno che rimane scontento (i sostenitori del Apple Certified per esempio). Ma parlando con docenti in prima linea, sono sicuro che i risultati dell’applicazione di tale disposizione all’interno delle classi non possano che essere positivi.

Autore: Donato Salvia

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