Caro adolescente

Lettere aperta di Donato Salvia agli adolescenti

Ti scrivo non per darti consigli che alla tua età sono sempre respinti, ma per cercare di passarti delle informazioni che possano farti pensare. Sicuramente cadrò nella trappola dell’anziano che consiglia, ma credimi, cercherò di non farlo.

Sebbene abbia 63 anni sono tornato a studiare frequentando il quinto anno del Liceo di Sciente Umane. Sto facendo questa scuola online perchè non esiste serale e nella diurna non mi permettono di entrare vista l’età. Questo fatto di tornare a studiare, mi ha fatto sentire un pò più vicino a te e alla tua realtà, anche se al quinto anno non sei più un adolescente.

Per come li hai vissuti tu e per quello che vedi oggi, non immagineresti mai che i tuoi nonni hanno dato origine, o quanto meno supportato, movimenti politici e una rivoluzione culturale chiamata ’68 che promuoveva l’amore libero, diritti uguali per tutti e altre tematiche di ordine sociale: i capelli lunghi divennero una forma di contrasto alle regole imposte dagli adulti che li portavano corti; la musica scopriva nuovi sound e divenne “chiassosa”, il rock si diffuse prendendo il sopravvento sulla melodia sdolcinata del periodo antecedente. E questi sono solo piccoli esempi dell’immenso cambiamento generato, con tutti i suoi “pro” e i suoi “contro”.

Ma il viaggio che mi piacerebbe fare è un pò più indietro, ovvero quando l’alfabetizzazione era una priorità e la scuola un luogo dove speranza e futuro si intrecciavano visibilmente.

Parlo degli anni del dopoguerra, della nascita della Repubblica Italiana, anni in cui la classe politica dirigente, che aveva attivamente lottato per abbattere un regime totalitario e distruttivo, unitamente e a prescindere dall’orientamento politico personale, elabora e infine pubblica la Costituzione della Repubblica con l’obbiettivo di proiettare il Paese verso un ideale che molti di loro avevano sognato, sia durante la galera come prigionieri politici, sia come partigiani fuggitivi nascosti tra le montagne.

Per i diversi anni successivi all’emanazione della Costituzione, il nostro Paese ha vissuto il cosiddetto “boom economico”, anni di grande sviluppo: la popolazione prosperava e contestualmente, ahimè per l’élite, si acculturava e diveniva sempre più consapevole: l’alfabetizzazione e l’Articolo 3 della Costituzione avevano promosso l’istruzione della popolazione che, a quel punto, era in grado di leggere e scrivere.

Iniziava a esistere una pedagogia interessata alla comprensione e al conseguente fatto che ognuno potesse pensare con la propria testa; la televisione portava cultura e informazione nelle case. Già nel 1964 uno studioso, Marshall McLuhan, prevedeva la possibilità della creazione di un “villaggio globale”, un termine che con due opposti voleva indicare l’abbattimento delle barriere.

Cultura e sapere avevano rotto gli argini.

Ma, come la storia insegna, c’è sempre qualcuno che non gradisce l’evoluzione: vuole riportare indietro l’orologio e con ogni mezzo tenta di ripristinare il cosiddetto “ordine costituito” nell’interesse di pochi eletti.

Per ottenerlo mettono in atto due sistemi: il primo è rendere gli studenti incapaci di leggere e quindi apprendere; il secondo darli in pasto a quello strumento di potenziale libertà (il WEB) introducendo l’intrattenimento perditempo fatto di cultura e sapere “usa e getta”. Il termine tecnico è infotainment, ovvero quella informazione che appare come cultura, ma di fatto intrattiene solamente allontanandoti da un libro, che oltre la mera nozione, ne presenta anche il contesto permettendoti di comprendere appieno e quindi valutare le nozioni ricevute e sviluppare così una tua personale capacità critica.

Ed eccoci quindi arrivati al cuore della mia lettera per te.

Se oggi sei arrabbiato e non hai voglia di studiare, io, a nome della mia generazione, ti devo chiedere scusa. Sei stato parcheggiato davanti a degli schermi da genitori o pigri o troppo impegnati, ti è stato chiesto di leggere senza cura del capire rendendoti di fatto un “analfabeta funzionale” da un metodo di studio errato e qualcuno, con la falsa pretesa di proteggerti, ha cominciato a far litigare i genitori con la scuola e viceversa, dimenticando che tu eri nel mezzo.

Io nel mio piccolo mi sto attivando per ridurre il tempo schermo ai tuoi fratellini più piccoli e spero, continuando nei miei studi, di capire come meglio aiutare gli studenti in difficoltà. 

E per questa ragione ho iniziato a scrivere libri per bambini e per adolescenti: purtroppo ancora troppo poco se rapportato ai numerosi testi confusi che alcuni insegnati usano e scrivono.

Mi auguro che quanto sopra possa esserti stato in qualche modo di aiuto.

E, sì lo ammetto, nel suggerimento di leggere un libro, sono caduto nella trappola del consiglio!

Me ne scuso.

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